Illuminotecnica

Illuminotecnica: tecniche di illuminazione

Riguardo al concetto o alla realizzazione di un’illuminazione pensiamo subito ad un’abitazione oppure ad un ufficio, senza trascurare gli ambienti di commercio, ma lo facciamo pensando alla realizzazione mediante le proprie capacità o l’intuito.

Diciamo che in parte potrebbe anche essere fattibile, ma se ricorressimo alla branca tecnico/scientifica che si interessa dell’ illuminazione di spazi ed ambienti, sia interni che esterni, sarebbe meglio: ci riferiamo proprio all’illuminotecnica, che sfrutta, con metodologia, sia la luce solare che artificiale.

Analizzando l’etimologia del termine “Illuminotecnica” scopriamo che esso equivale esattamente a "tecnica dell’illuminazione"; la padronanza o anche soltanto la conoscenza dell’ illuminotecnica è il presupposto utile, anche se non del tutto sufficiente, per produrre un progetto di illuminazione artificiale. Perché si dimostra limitante?

Per il semplice motivo che la pianificazione nella creazione di illuminazione presuppone varie conoscenze interdisciplinari, tra cui la Fisiologia e psicologia della visione. Queste discipline sottendono la percezione luminosa dell’ occhio umano, il comfort visivo ed altro ancora.

Per la scelta della luce appropriata agli ambenti interni o esterni, negli edifici, nei luoghi pieni di monumenti, ed ancora nelle piazze, giardini e tanti altri luoghi ancora, tutto è compito dell’Architettura e del design. La Bioarchitettura si prende cura dello sfruttamento della luce solare onde ottenere una limitazione di emissioni di gas serra.

Poi c’è l’Elettrotecnica in grado di utilizzare al meglio l’impiego dell’ elettricità nell’ illuminazione (scelta tra i vari tipi di lampadine ecc.). Infine gli aspetti più cari a noi consumatori e risparmiatori: risparmio energetico, sicurezza e quindi luce di emergenza, vengono curati dalla branca della Regolamentazione.

Il computo illuminotecnico è inopportuno eseguirlo a mano; infatti la luminosità che arriva ad una qualsiasi superficie non deriva unicamente dalla lampadina posta possibilmente in alto, ma dipende dai corpi illuminanti che emettono “fotoni”, la cui somma, poi riflessa dai vari materiali posti all’interno dell’ambiente. Pertanto una volta studiati i vari aspetti dell’ambiente da illuminare: le fattezze delle pareti, del soffitto, del pavimento e dei mobili in esso contenuti, il materiale ed il colore delle pareti stesse, allora si potrà calcolare correttamente il valore di luce da dare ad una superficie.

Ne è prova il fatto che, se si vuole diffondere unicamente luce indiretta, ossia proiettare la luce solo sul soffitto o sulle pareti e farla poi riflettere sulla nostra superficie, si deve ricorrere ad una progettazione che non risieda sul semplice calcolo a mano, perché estremamente approssimativo ed inaffidabile.

Esistono diversi programmi e software di calcolo gratuiti che analizzano mediante la simulazione virtuale il comportamento della luce, vedono in che modo si possa riflettere la luce e quanta luminosità può emettere la lampada scelta. In Italia l’ illuminotecnica la vediamo applicata in alcune normative regionali (dal momento che nello Stato manca una vera Legge che prima approvi le licenze edilizie, come in altri paesi europei).

Dal mese di Ottobre del 2004 è stata inclusa la Norma Europea EN 12464 che ha inserito notevoli cambiamenti per quanto riguarda l’ utilizzo della luce artificiale negli ambienti interni. Ci si riferisce al contenimento dell’ abbagliamento diretto originato dai corpi illuminanti, al valore di illuminamento medio "mantenuto", ma anche alla resa cromatica della lampade.

Il fatto nuovo per l’ illuminazione generale di un ambiente, accantonata la previsione di un valore medio, è che si fa distinzione fra la task-area in cui si ha la funzione visiva e le zone circostanti; mediante apposite tabelle o specifici software di calcolo si verifica l’ indice di abbagliamento diretto UGR. Questo valore tiene conto della luce diretta prodotta dagli apparecchi all’ interno del campo visivo e della luminosità dello sfondo rispetto all’ osservatore.

L’indicazione degli indici di resa cromatica per le lampadine consente una scelta più responsabile delle sorgenti luminose disponibili sul mercato, basti pensare ad esempio alla conoscenza del limite del livello di abbagliamento massimo accettabile dagli apparecchi illuminanti e nel contempo della temperatura di colore delle lampade utilizzate.

Alcuni File contenenti un codice alfanumerico di un file con estensione .IES, leggibile mediante specifici programmi, permettono di calcolare i dati relativi alla quantità di luce emessa in diverse direzioni. Se applicato ad una lampada virtuale nel software, si riesce a simulare l’ illuminazione prodotta dall’ apparecchio e valutarne obiettivamente la compatibilità con le esigenze di progetto.